Il Perfezionamento Attivo: importazione di merce proveniente da Paesi Terzi alla luce delle novità introdotte dal Codice Doganale dell’Unione (Francesca D’Alonzo)

Ciò che qui interessa affrontare è il regime speciale di perfezionamento attivo che consente agli operatori economici residenti nell’Unione Europea di importare merce proveniente da Paesi terzi con il beneficio della parziale o totale sospensione della riscossione dei dazi e delle misure restrittive di politica commerciale, al fine di sottoporla a lavorazione e in seguito riesportarla fuori dall’UE o ivi immetterla in libera pratica.

Tale regime realizza il duplice scopo di agevolare gli approvvigionamenti di merce di cui si è carenti nel Paese d’origine e di promuovere le esportazioni delle imprese comunitarie di trasformazione che non vengono in tal modo gravate del pagamento dei dazi sulle merci di importazione, in previsione della loro riesportazione in seguito alle attività di perfezionamento (sistema sospensivo).

I regimi doganali sono stati radicalmente modificati e semplificati con l’entrata in vigore il 1° maggio 2016 del nuovo Codice Doganale dell’Unione (CDU), adottato con Reg. UE n. 952/2013 del 9 ottobre 2013 e le relative disposizioni attuative (RE), con Reg. di esecuzione UE n. 2447 del 24 novembre 2015, integrative (RD), con Reg. delegato UE n. 2446 del 28 luglio 2015) e transitorie (RDT), con Reg. delegato UE n. 341/2016 del 17 dicembre 2015.

È stato previsto un periodo transitorio, fino al 1° maggio 2019, per garantire la validità delle decisioni adottate e delle autorizzazioni concesse in vigenza della pregressa normativa doganale unionale.

Tutte le movimentazioni doganali non rientranti nei regimi dell’immissione in libera pratica e dell’esportazione, sono ora confluiti nella categoria dei regimi speciali disciplinati dagli artt. 210 e ss. del nuovo CDU.

Le merci che attraversano i confini dell’Unione Europea per esigenze e periodi transitori, possono essere vincolate, previa apposita autorizzazione, concessa solo se sono rispettate precise condizioni, a una delle seguenti quattro tipologie di regimi speciali: transito, deposito, uso particolare e perfezionamento (attivo e passivo).

Il CDU, in forza del considerando 50, ha creato un regime unico di perfezionamento attivo, fondendo il sistema della sospensione con la trasformazione sotto controllo doganale (non più disciplinata autonomamente) ed eliminando il sistema del rimborso.

Viene meno l’obbligo, al momento del vincolo della merce al regime da parte dell’operatore economico, di dichiararne la destinazione. Sarà possibile scegliere liberamente se riesportare i prodotti compensatori, dichiararli per altro regime o immetterli in libera pratica nel territorio dell’UE, in seguito al pagamento dei relativi dazi, in tale ultimo caso è stato soppresso l’obbligo di pagamento degli interessi compensatori.

L’art. 22 paragrafo 1 terzo comma del CDU stabilisce un criterio generale, derogabile in casi specifici, di determinazione dell'autorità doganale competente al rilascio dell’autorizzazione di perfezionamento attivo che è individuata in quella del luogo in cui è tenuta o è accessibile la contabilità principale del richiedente a fini doganali e in cui viene svolta almeno una parte delle attività di lavorazione.

Le principali condizioni cui è subordinata la concessione dell’autorizzazione sono le seguenti, ai sensi dell’Art. 211 del CDU:

a) l’operatore richiedente deve essere stabilito nel territorio doganale dell’Unione;

b) l’autorizzazione viene concessa solo al soggetto che effettua o fa effettuare a terzi operazioni di perfezionamento delle merci;

c) tale regime non deve arrecare pregiudizio agli interessi essenziali dei produttori dell’Unione;

d) l’operatore è tenuto ad offrire tutte le necessarie garanzie di un ordinato svolgimento delle operazioni.

Tra le novità introdotte dal CDU,  l’Art. 211, par. 3), lett. c) ha esteso a tutti i regimi speciali l’obbligo della prestazione di una garanzia a norma dell’Art. 89 del CDU, qualora per le merci vincolate a tali regimi possano sorgere un’obbligazione doganale o altre imposte.

L’Art. 214 del CDU ha inoltre esteso l’obbligo di tenuta di scritture contabili adeguate alla finalità del regime speciale interessato in capo al titolare dell’autorizzazione, del titolare del regime e di tutte le persone che svolgono un’attività che comporta il deposito, la lavorazione o la trasformazione delle merci.

Al momento della presentazione della domanda di autorizzazione all’autorità doganale competente designata dallo Stato membro nel quale sarà eseguita almeno una parte delle attività di lavorazione, è cura del richiedente indicare quali condizioni ritiene soddisfatte e per quali ragioni.

A partire dal 2 ottobre 2017 le domande da parte dell’operatore economico per il rilascio delle autorizzazioni, sono presentate esclusivamente in forma elettronica tramite il «Customs Decisions System» (CDS):  servizio sviluppato dalla Commissione per il rilascio e la gestione delle relative decisioni.

In seguito al vincolo delle merci al regime, possono avviarsi le operazioni di perfezionamento che, ai sensi dell’Art. 5 (37) del CDU, si intendono:

a) la lavorazione di merci, compresi il loro montaggio, il loro assemblaggio e il loro adattamento ad altre merci;

b) la trasformazione di merci;

c) la distruzione di merci;

d) la riparazione di merci, compresi il loro riattamento e la loro messa a punto;

e) l'utilizzazione di merci che non si ritrovano nei prodotti trasformati, ma che ne permettono o facilitano l'ottenimento, anche se scompaiono totalmente o parzialmente nel processo di trasformazione (accessori per la produzione).

L’Art. 256 paragrafo 3 del CDU prevede la possibilità di ricorrere a tale regime anche per due tipologie di merci:

a) merci destinate a essere oggetto di operazioni atte a garantire la loro conformità a requisiti tecnici per la loro immissione in libera pratica;

b) merci che devono essere oggetto di manipolazioni usuali a norma dell'articolo 220.

Gennaio  2018

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