La riforma del diritto fallimentare italiano (Irene Grassi)

E’ stata approvata in via definitiva dal Senato l’11 ottobre 2017 la legge delega per la riforma del diritto fallimentare.
Il Governo è quindi delegato ad approvare entro dodici mesi la disciplina di riforma, nel rispetto della normativa comunitaria e dei principi dettati dal legislatore.

Tra i numerosi ed articolati principi contenuti nella legge delega, meritano di essere segnalati i seguenti:

  • Il termine “fallimento” sarà sostituito dall’espressione “liquidazione giudiziale” sia nelle norme civili che penali;
  • Verrà introdotta la nozione di “stato di crisi” inteso come probabilità di futura insolvenza, quindi distinto dallo stato di insolvenza;
  • L’accertamento dello stato di crisi e dello stato di insolvenza seguirà in una prima fase una procedura unica per tutte le categorie di debitori, siano essi persone fisiche o giuridiche, consumatori, professionisti, imprenditori o società, esclusi solo gli enti pubblici;
  • l’esito invece potrà essere diverso per le diverse categorie di debitori ed avere natura liquidatoria o conservativa;
  • Ai fini della competenza territoriale, si farà riferimento al “centro degli interessi principali” del debitore secondo la disciplina europea;
  • Per assicurare la specializzazione dei giudici in materia concorsuale, le procedure relative alle amministrazioni straordinarie ed ai gruppi di imprese di rilevanti dimensioni verranno accentrate presso i tribunali sede di sezioni specializzate in materia di imprese, mentre verranno individuati criteri oggettivi (basati fra l’altro sul numero delle procedure definite negli ultimi cinque anni e sulla loro durata) per attribuire la competenza per le procedure concorsuali delle imprese; solo per i consumatori, i professionisti e le piccole imprese resteranno in vigore i criteri di competenza esistenti;  
  • Verranno previste norme specifiche per la crisi e l’insolvenza dei gruppi di imprese, prevedendo la possibilità di procedure unitarie per le imprese che appartengono allo stesso gruppo e obblighi di informazione e collaborazione tra gli organi di gestione in caso di procedure separate, anche qualora si svolgano all’estero;
  • Verrà attivata la procedura di allerta, finalizzata ad incentivare l’emersione anticipata della crisi e l’attivazione di procedure non giudiziali di composizione assistita, con l’assistenza di appositi organismi da costituire presso le Camere di Commercio;
  • Il concordato preventivo verrà modificato, nel senso di ammettere le proposte liquidatorie solo in caso di apporto di risorse esterne che assicurino il pagamento almeno del 20% dei creditori chirografari; di attribuire poteri di verifica al Tribunale sulla fattibilità anche economica del piano; di favorire i piani che prevedono la continuità aziendale, anche contestualmente alla liquidazione dei beni non funzionali all’esercizio dell’impresa;
  • Verranno prese misure per semplificare e snellire la procedura di accertamento del passivo della nuova “liquidazione giudiziale”, tra cui misure per agevolare la presentazione telematica delle domande anche da parte dei creditori esteri, una limitazione all’ammissibilità delle domande tardive e un mercato unitario telematico nazionale delle vendite;
  • Verrà riordinato il sistema dei privilegi, con l’obiettivo di ridurre le ipotesi di privilegio generale e speciale, ed al contempo verrà regolamentata una forma di garanzia mobiliare senza spossessamento, avente ad oggetto beni materiali o immateriali, anche futuri, determinati o determinabili, da iscrivere in apposito registro informatizzato.




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