Il trust, trattamento ai fini delle imposte indirette (Patrizio Tumietto)

Uno dei motivi per i quali il trust non ha avuto una grande applicazione in Italia è dovuto alle incertezze fiscali in merito alla tassazione ai fini delle imposte indirette, dell’atto di conferimento e della conseguente segregazione dei beni.

L’agenzia delle entrate nelle circolari 48/E del 6 agosto 2007 e  3/E del 22 gennaio 2008 ha interpretato l’atto di segregazione dei beni nel trust, con la conseguente iscrizione di un vincolo di destinazione, come un trasferimento di ricchezza, ovviamente non tassando il successivo atto di attribuzione dei beni del trust al beneficiario.

Questa rigida posizione ha generato una serie di contenziosi che inizialmente, avvaloravano la posizione dell’agenzia, considerando sostanzialmente la segregazione come un atto di donazione e di conseguenza applicando all’atto la tassazione con le aliquote che sarebbero state applicate in un atto di donazione diretta tra disponente e beneficiari.

Il punto di svolta è avvenuto con la sentenza della cassazione civile del 18 dicembre 2015 numero 25478 che ha statuito alcuni interessanti principi:

1.     -  La corte ha ribadito che il trust non è un soggetto giuridico dotato di propria personalità, essendo invece unicamente il trustee la persona di riferimento nei rapporti con i terzi, non quale “legale rappresentante” di un inesistente soggetto distinto, ma come soggetto che dispone del diritto.

2.    -   Coerentemente: “l’affermazione rileva anche nelle controversie nel quale si discute di pretese erariali, essendo coerente con la caratteristica specifica dell’atto istitutivo di un trust affermare che quell’atto non dà vita a un nuovo soggetto giuridico sebbene all’effetto di segregazione patrimoniale”.

3.     -  Riconferma la compressione del diritto di godimento dei beni affidati al trustee che ha la titolarità del diritto di proprietà ma limitato nell’esercizio dei diritti dal perseguimento degli scopi indicati nell’atto costitutivo.

4.     -  La costituzione del vincolo di destinazione non è in grado, in sé, di determinare il presupposto dell’obbligazione tributaria, dovendo l’effetto di trasferimento essere proiettato nella sfera giuridica di un soggetto diverso dal trustee, fin dall’inizio determinato dal disponente, nominatim ovvero in base a un criterio generale di individuazione.

In conclusione, la suprema corte ritiene che la costituzione di un trust vada considerata estranea al presupposto dell’imposta indiretta sui trasferimenti in misura proporzionale sia per quanto riguarda l’imposta di registro che l’imposta ipotecaria o catastale.

La sentenza citata è stata seguita da altre analoghe ma a mio avviso non risolvono definitivamente la questione sulla tassabilità o meno dei vincoli di destinazione sui beni immobili; infatti l’atto impugnato era avvenuto prima delle modifiche delle leggi finanziarie del 2007 e del 2008.

Il vero problema è che non esiste nel diritto italiano una legge specifica e esaustiva sul trattamento fiscale dei trust; questo istituto giuridico è stato visto con sospetto sin dall’inizio dalla amministrazione finanziaria italiana dal momento che obiettivamente si può prestare ad operazioni di discutibile natura; è noto a tutti l’uso spregiudicato che di tale istituto è stato fatto soprattutto nei cosiddetti paradisi fiscali per nascondere contenuti patrimoniali di dubbia provenienza.

Il movimento di opinione a livello anche comunitario è di istituire un registro dei trust che sia assolutamente trasparente e obblighi, soprattutto ai fini delle norme antiriciclaggio, alla totale chiarezza in merito ai contenuti giuridici ed economici di tale istituto.

Tuttavia il trust, correttamente applicato come avviene nella maggioranza dei casi, è uno strumento di grande utilità sia ai fini della protezione patrimoniale che ai fini della trasmissione dei beni; non posso che auspicare che il parlamento trovi il tempo di legiferare in materia, rendendo possibile agli operatori economici e del diritto l’utilizzo di uno strumento molto pratico e flessibile.



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