Responsabilità extracontrattuale dell’Unione Europea (Paola della Campa)

Il Tribunale dell’Unione Europea, con sentenza depositata il 10 gennaio 2017, ha sancito la responsabilità extracontrattuale dell’Unione Europea stessa per non avere un suo giudice (il Tribunale dell’Unione in diversa composizione) rispettato il principio della ragionevole durata del processo, sancito dall’art. 47 della Carta dei diritti fondamentali.

Le cause, di cui si è lamentata l’eccesiva durata (T-72/06 e T-79/06), erano state instaurate innanzi al Tribunale dell’Unione Europea nel lontano 2006 da parte di due società (Gascogne Sack Deutschland e Gascogne) per ottenere l’annullamento di una decisione della Commissione. Solo nel 2011 era giunta la decisione (negativa) del Tribunale, confermata nel 2013 dalla Corte di Giustizia, la quale nel contempo aveva ritenuto possibile che le due società chiedessero i danni causati dall’eccessiva durata del procedimento innanzi al Tribunale.

Le due società hanno così adito il Tribunale chiedendo la condanna dell’Unione per i danni, materiali e morali, subiti.

Il Tribunale ha accolto la domanda, rilevando che il procedimento si è protratto per circa cinque anni e nove mesi, senza che alcuna delle circostanze di dette cause potesse giustificare una tale durata. Il periodo di inerzia ingiustificata sarebbe stato di 20 mesi.

Quanto al danno subito, il Tribunale ha poi rilevato che una delle due società, la Gascogne, nel corso del periodo di inerzia ingiustificata da parte del giudice dell’Unione ha riportato perdite per le spese di costituzione di garanzia bancaria a favore della Commissione (corrisposte anche per conto della Gascogne Sack Deutscland), spese che non avrebbe dovuto sostenere se il procedimento non si fosse protratto oltre il ragionevole termine di giudizio.


Di conseguenza il Tribunale ha accordato alla Gascogne un risarcimento pari a circa 47.000,00 euro a titolo di danno materiale, consistente nel pagamento delle spese aggiuntive di detta garanzia bancaria.


L’organo giudicante ha altresì riconosciuto il risarcimento del danno morale a causa dell’eccessiva durata del processo a favore di entrambe le società. Lo stato d’incertezza maggiore in cui si sono trovate ad operare le due società rispetto a quello solitamente provocato da un procedimento giurisdizionale, avrebbe necessariamente influito negativamente sulla pianificazione delle decisioni da adottare e sulla gestione di dette società, arrecando alle stesse un ulteriore pregiudizio. Pertanto a ciascuna delle società è stato riconosciuto un indennizzo di 5.000,00 euro a titolo di danno morale.



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