Il diritto di visita dei nonni secondo la Corte di Giustizia (Paola della Campa)

Sul delicato tema del diritto di visita dei nonni si è recentemente pronunciata la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (sentenza 31 maggio 2018, causa C?335/17).

Con tale sentenza la Corte ha interpretato l’art. 2 del regolamento (CE) n. 2201/2003 del Consiglio, del 27 novembre 2003, relativo alla competenza, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di responsabilità genitoriale che abroga il regolamento (CE) n. 1347/2000, e vi ha ricompreso il diritto dei nonni di ottenere una regolare frequentazione del minore.

La vertenza era stata instaurata innanzi al tribunale bulgaro da una nonna di nazionalità bulgara che chiedeva di poter visitare il nipote trasferitosi in Grecia col padre affidatario dopo il divorzio dalla madre del minore, lamentando che i contatti a distanza (via telefono e internet) erano di ostacolo alla prosecuzione di un rapporto “di qualità” con il nipote.

I giudici bulgari di primo e secondo grado si erano dichiarati incompetenti, in applicazione del regolamento n. 2201/2003, ritenendo che la domanda rientrasse nella competenza dei giudici dello Stato membro nel quale il minore aveva la propria residenza abituale nel momento in cui il giudice era stato adito, ossia quella dei giudici greci.

La Corte suprema bulgara aveva sospeso il procedimento e sottoposto alla Corte Europea la questione pregiudiziale: Se la nozione di diritto di visita utilizzata all’articolo 1, paragrafo 2, lettera a), e all’articolo 2, punto 10, del regolamento n. 2201/2003 debba essere interpretata in modo da ricomprendervi non solo la visita del minore da parte dei genitori, ma anche la visita da parte di altri parenti distinti dai genitori, quali i nonni.

Ed infatti dalla soluzione di tale quesito dipende la decisione in merito all’individuazione del giudice competente: nel caso di specie il giudice greco, se il regolamento è applicabile al diritto di visita dei nonni, in caso contrario, il giudice bulgaro.

Il regolamento europeo n. 2201/2003 non precisa affatto se la nozione di diritto di visita comprenda il diritto di visita dei nonni.

La Corte con la sentenza in esame interpreta in maniera estensiva l’articolo 2, punto 10 di tale regolamento, il quale invero non stabilisce alcuna limitazione riguardo alle persone che possono beneficiare del suddetto diritto di visita: lo intende come diritto non solo dei genitori nei confronti del figlio minore, ma anche come quello di altre persone con le quali è importante che tale minore mantenga un legame significativo, a prescindere dalla titolarità o meno in capo ad essi della responsabilità genitoriale. È indubbio che fra esse vadano annoverati proprio i nonni.

Di conseguenza anche le vertenze instaurate dai nonni sul diritto di visita andranno decise dal giudice che sarebbe competente per analoghe questioni riguardanti i genitori del minore, in modo tale da evitare decisioni contrastanti assunte in Stati diversi.

 



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