Corte di Giustizia UE: i rimborsi per volo cancellato devono comprendere anche la commissione pagata all’intermediario online (Marco Tagliaferro)

Considerato il crescente utilizzo di piattaforme online per l’acquisto di biglietti aerei, la sentenza emessa lo scorso 12 settembre dai giudici dell’Ottava Sezione della Corte di Giustizia è senza dubbio importante per i cittadini europei (C-601/17).

D’ora in avanti infatti, in caso di cancellazione di un volo acquistato tramite piattaforme online, sarà diritto del passeggero ottenere dal vettore aereo un rimborso comprendente non solo l’importo riferibile al solo prezzo del biglietto, ma anche la commissione che egli ha dovuto corrispondere all’intermediario.

La Corte ha dunque deciso che il prezzo del biglietto che deve essere preso in considerazione per stabilire l’importo del rimborso dovuto dal vettore aereo a un passeggero, in caso di cancellazione di un volo, includa la differenza tra l’importo pagato dal passeggero stesso e quello ricevuto da tale vettore aereo, la quale corrisponde a una commissione percepita da una persona intervenuta quale intermediario tra i due.

La compagnia aerea può essere dispensata da questo onere solo laddove dimostri che l’intermediario abbia fissato commissioni a sua insaputa, e dunque al di fuori degli accordi tra loro intercorsi. A questo proposito la Corte ha tenuto a precisare che rimane compito del giudice nazionale verificare la conoscenza delle commissioni da parte del vettore.

Tale interpretazione è confermata dalla giurisprudenza dei giudici europei, da cui discende che il rimborso parziale del «prezzo del biglietto» di cui all’articolo 10, paragrafo 2, lettere da a) a c), del Regolamento n. 261/2004, nel caso in cui il vettore aereo imbarchi un passeggero in una classe inferiore rispetto a quella per la quale questi ha acquistato il suo biglietto, deve essere determinato prendendo in considerazione le sole componenti «inevitabili» di detto prezzo, nel senso che è necessario pagarle per poter fruire, in cambio, dei servizi proposti dal vettore aereo (sentenza del 22 giugno 2016, Mennens, C?255/15).

Il caso che ha portato alla decisione era stato portato all’attenzione del tribunale nazionale che ha compiuto il rinvio alla Corte UE – l’Amtsgericht di Amburgo – è stato quello di un cittadino tedesco che aveva acquistato, sul sito Internet opodo.de, i biglietti di un volo per tutta la sua famiglia da Amburgo (Germania) a Faro (Portogallo) con la compagnia spagnola Vueling Airlines. Dal momento che il volo era stato cancellato, egli aveva chiesto al vettore aereo il rimborso dell’intero importo pagato alla Opodo al momento dell'acquisto online.



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