AIRE – Anagrafe degli Italiani residenti all’Estero (Stefano Amoroso)

L’iscrizione assume rilevanza ai fini fiscali in quanto è uno dei criteri individuati dal Tuir al fine di determinare lo Stato di residenza e, quindi, il luogo di tassazione. E’ obbligatoria per coloro che, in possesso della cittadinanza italiana, si siano trasferiti in uno Stato diverso per un periodo superiore a 12 mesi. Non è invece necessaria per chi si reca all’estero per lavori stagionali oppure per i dipendenti dello Stato in servizio all’estero e le persone con essi conviventi i quali siano stati notificati alle autorità locali.

Per non essere considerato residente, il soggetto non deve risultare residente o domiciliato nel territorio dello Stato per la maggior parte del periodo di imposta.

Nel caso in cui il cittadino risulti iscritto in un Paese a fiscalità ordinaria, la dimostrazione della residenza fiscale in Italia spetterà agli organi verificatori dell’Amministrazione finanziaria.

Comuni devono comunicare entro 6 mesi dalla richiesta di iscrizione all’AIRE all’Agenzia delle Entrate la cessazione della residenza in Italia. Nell’arco del triennio successivo, viene verificato che il trasferimento sia reale e non fittizio.

 



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